AVVERTENZE
Per gli effetti che la nifedipina esercita a livello delle resistenzevascolari periferiche e' richiesta cautela nei pazienti con pressionesanguigna molto bassa (ipotensione grave con pressione sistolica inferiore a 90 mmHg) e risulta necessario controllare attentamente la pressione arteriosa all'inizio della terapia e fino a quando non sia stataraggiunta la posologia di mantenimento. Per lo stesso motivo la nifedipina deve essere usata con cautela nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia conclamata, grave stenosi aortica ed in quelliin trattamento con beta-bloccanti o farmaci ipotensivi. La nifedipinanon deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizionicliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. L'usodella nifedipina deve essere limitato a donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard. In corso di gravidanza "Controindicazioni" e "Fertilita', gravidanza e allattamento" in situazionidi emergenza ipertensiva, quali ad esempio l'eclampsia, il farmaco deve essere utilizzato sotto la responsabilita' e lo stretto controllo del medico. E' necessario un attento controllo della pressione arteriosaanche quando si somministri nifedipina in associazione a solfato di magnesio per via endovenosa, per la possibilita' di un'eccessiva cadutapressoria, che puo' nuocere sia alla madre che al feto. L'impiego dinifedipina non e' raccomandato durante l'allattamento al seno in quanto e' stato segnalato che nifedipina viene escreta nel latte umano e non si conoscono gli effetti dell'assorbimento orale di piccole quantita' di nifedipina. Come per altri materiali non deformabili deve essereusata prudenza qualora si somministri Fenidina a pazienti con gravi stenosi pre-esistenti del tratto gastrointestinale, poiche' possono insorgere dei sintomi ostruttivi. Eccezionalmente e' possibile la formazione di bezoari che possono richiedere la terapia chirurgica. In singolicasi sono stati descritti sintomi ostruttivi anche senza riscontro anamnestico di disturbi gastrointestinali. Fenidina non deve essere usata nei pazienti portatori di tasca di Kock (ileostomia dopo proctocolectomia). Nel corso di indagini radiologiche (raggi X) con contrasto dibario, Fenidina puo' dare delle immagini falsamente positive (come deidifetti di riempimento interpretabili come polipi). Nei pazienti confunzionalita' epatica compromessa puo' rendersi necessario un accuratocontrollo e, nei casi gravi, anche una riduzione del dosaggio. La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4.Tutti i farmaci che sono noti per inibire o indurre questo sistema enzimatico possono quindi modificare l'effetto di primo passaggio o la clearance della nifedipina. Farmaci che sono deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4 e quindi possono dare luogo ad unincremento nelle concentrazioni di nifedipina, sono ad esempio: antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina), inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir), antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo), gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina, quinupristin/dalfopristin, acido valproico, cimetidina. In caso di somministrazione contemporaneadi questi farmaci, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, senecessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Nei pazienti sotto dialisi, affetti da ipertensione maligna e insufficienza renale irreversibile con ipovolemia, occorre prestare attenzione in quanto si puo' verificare un notevole calo pressorio a causa della vasodilatazione. Nei rari casi in cui compare dolore in ambitotoracico (talora disturbi tipo angina pectoris), deve essere consultato il medico curante. Qualora si manifesti un edema periferico in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia, occorre differenziare gli edemi dovuti alla nifedipina da quelli conseguenti ad un peggioramento della funzione ventricolare sinistra. Durante il trattamentodi pazienti diabetici o a rischio diabetico, deve essere accuratamentecontrollata la glicemia; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa. Tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata deibambini.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Calcio-antagonisti.
CONSERVAZIONE
Il principio attivo fotosensibile e' sostanzialmente protetto dalla luce all'interno ed al di fuori della confezione; si consiglia tuttaviadi non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta. La protezione dall'umidita' e' garantita solo all'interno della confezione; lecompresse dovrebbero quindi essere estratte dall'astuccio solo immediatamente prima dell'uso.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' verso la nifedipina o qualsiasi altro componente delprodotto. Gravidanza accertata o presunta. Allattamento. La nifedipinanon deve essere usata nei casi di shock cardiovascolare. La nifedipina non deve essere usata in associazione a rifampicina in quanto l'induzione enzimatica non consente di ottenere livelli plasmatici efficacidi nifedipina.
DENOMINAZIONE
FENIDINA COMPRESSE RIVESTITE CON FILM A RILASCIO MODIFICATO
ECCIPIENTI
Compresse da 30 mg rivestite con film a rilascio modificato: idrossipropilmetilcellulosa 50,35 mg, polivinilpirrolidone 12,5 mg, carbossimetilcellulosa 40 mg, magnesio stearato 2 mg, silice colloidale 1 mg, talco 6,73 mg, polietilenglicole 6000 1,73 mg, simeticone 0,08 mg, titanio biossido (E 171) 0,85 mg, ferro ossido rosso (E172) 0,26 mg. Compresse da 60 mg rivestite con film a rilascio modificato: idrossipropilmetilcellulosa 93,8 mg,polivinilpirrolidone 25 mg, carbossimetilcellulosa80 mg, magnesio stearato 4 mg, silice colloidale 2 mg, talco 12,3 mg,polietilenglicole 6000 2,3 mg, simeticone 0,11 mg, titanio biossido (E 171) 1,15 mg, ferro ossido rosso (E172) 0,34 mg.
EFFETTI INDESIDERATI
Vengono elencate di seguito le reazioni avverse al farmaco (ADRs) segnalate nel corso degli studi clinici condotti con nifedipina verso placebo, e classificate secondo le categorie di frequenza CIOMS III (datitratti dal database di studi clinici: nifedipina n=2.661; placebo n=1.486; status: 22 febbraio 2006 - e dati tratti dallo studio ACTION: nifedipina n=3.825; placebo n=3.840). Le reazioni avverse classificate come "comuni" sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, con l'eccezione dell'edema (9,9%) e della cefalea (3,9%). Le frequenze delle reazioni avverse segnalate con i prodotti a base di nifedipina sono riassunte nella tabella seguente. Nell'ambito di ogni gruppo di frequenza gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine decrescente di gravita'. Le frequenze sono definite come: comune (>=1/100 - <1/10); non comune (>=1/1.000 - <1/100) e raro (>=1/10.000 - <1/1.000). Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza post-marketing e per le quali non e' stato possibile definire la frequenza sonoriportate sotto "Non nota". Patologie del sistema emolinfopoietico. Non nota: agranulocitosi, leucopenia. Disturbi del sistema immunitario.Non comune: reazione allergica, edema allergico/angioedema (incluso edema della laringe); raro: prurito, orticaria, eruzione, cutanea; nonnota: reazione anafilattica/anafilattoide. Disturbi psichiatrici. Noncomune: reazioni ansiose, disturbi del sonno. Disturbi del metabolismoe della nutrizione. Non nota: iperglicemia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: vertigini, emicrania, capogiri, tremore, insonnia, nervosismo; raro: parestesia/ disestesia; non nota: ipoestesia, sonnolenza. Patologie dell'occhio. Patologie cardiache. Noncomune: tachicardia, palpitazioni; non nota: dolore toracico (angina pectoris). Patologie vascolari. Comune: edema, vasodilatazione (vampate, sensazione di calore); non comune: ipotensione, sincope. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: epistassi, congestione nasale; non nota: dispnea, edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Comune: costipazione; non comune: dolori gastrointestinali e addominali, nausea, dispepsia flatulenza, secchezza della bocca, diarrea; raro: iperplasia gengivale; non nota: bezoari, disfagia, ostruzioneintestinale, ulcera intestinale, vomito, insufficienza dello sfinteregastroesofageo. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento transitorio degli enzimi epatici; non nota: ittero. Patologie della cute e deltessuto sottocutaneo. Non nota: necrolisi epidermica tossica, reazionefotoallergica, porpora palpabile. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari, gonfiore articolare; non nota: artralgia, mialgia. Patologie renali ed urinarie. Non comune: poliuria, disuria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: disfunzione erettile; raro: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: senso di malessere, astenia (stanchezza); non comune:dolore aspecifico, brividi, dolori alle estremita'. Nei pazienti in dialisi con ipertensione maligna ed ipovolemia si puo' verificare, a seguito della vasodilatazione, una marcata caduta della pressione arteriosa. Sono stati riportati anche sintomatologia simil anginosa, edema periferico, alterazione della funzionalita' epatica (colestasi intraepatica), dermatite fotosensibile. Occasionalmente sono stati segnalati casi di: nausea, pirosi gastrica, flatulenza, iperglicemia, congestionenasale, mal di gola, tosse, crampi muscolari, rigidita' articolare, sudorazione, brivido, febbre, disturbi della sfera sessuale. In rari casi sono stati segnalati aumenti lievi o moderati di fosfatasi alcalina,LDH, SGOT, SGPT e episodi di epatite, trombocitopenia, porpora, anemia, leucopenia, iperplasia gengivale. Con altre formulazioni di nifedipina: agranulocitosi, dermatite esfoliativa, eritromelalgia. Nei pazienti in dialisi con ipertensione maligna ed ipovolemia si puo' verificare, a seguito della vasodilatazione, una marcata caduta della pressionearteriosa. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggiocontinuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-re azione-avversa
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
La nifedipina e' controindicata in corso di gravidanza accertata o presunta. La nifedipina non deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. L'uso della nifedipina deve essere limitato a donne conipertensione grave che non rispondono alla terapia standard. Non sonostati condotti studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza. Le informazioni disponibili sono insufficienti per escludere effettiavversi sul feto e sul neonato. Negli studi sugli animali la nifedipina si e' dimostrata in grado di provocare effetti embriotossici, fetotossici e teratogeni nel ratto e nel coniglio, comprese le anomalie digitali. Tali anomalie sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione del principio attivo ha comportato una varieta' di effetti tossici a carico dell'embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari ed ipotrofia dei villi coriali (scimmia), morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza neonatale (ratto; non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embriotossici e fetotossici erano tossici per l'organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l'impiego umano. L'evidenza clinica attualmente disponibile non ha permesso di identificare uno specifico rischioprenatale. Questo, nonostante sia stato segnalato un aumento dei casidi asfissia perinatale, parto cesareo, prematurita' e ritardo di crescita intrauterina. Non e' chiaro se questi riscontri siano dovuti all'ipertensione stessa, al suo trattamento o ad uno specifico effetto delfarmaco. E' stato osservato edema polmonare acuto con la somministrazione di farmaci calcio-antagonisti, tra cui nifedipina, come agenti tocolitici durante la gravidanza, soprattutto in casi di gravidanza multipla (gemellare o plurigemellare), per via endovenosa e/o in associazione a beta-2 agonisti. Allattamento. La nifedipina viene escreta nel latte materno, ma non e' attualmente noto se il trattamento in corso nella madre possa condizionare nel lattante un'azione farmacologica. Pertanto si consiglia, per motivi precauzionali, di sospendere l'allattamento materno. La concentrazione di nifedipina nel latte e' pressoche' comparabile a quella della madre in siero. Per le formulazioni a rilascio immediato, si propone di ritardare l'allattamento al seno o di nontirare il latte nelle 3 o 4 ore successive alla somministrazione del farmaco per ridurre l'esposizione del neonato alla nifedipina. Fertilita'. In singoli casi di fecondazione in vitro i calcio-antagonisti comela nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche reversibili con corrispondenza della parte apicale dello spermatozoo, con possibile compromissione funzionale dello sperma. Nei casi di ripetuto insuccesso della fertilizzazione in vitro, non riconducibili ad altri motivi, i calcio-antagonisti come la nifedipina dovrebbero essere considerati come possibile causa.
INDICAZIONI
Trattamento dell'ipertensione arteriosa; trattamento della cardiopatiaischemica (condizioni caratterizzate da insufficiente apporto di ossigeno al miocardio); angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo).
INTERAZIONI
Effetti di altri farmaci sulla nifedipina: la nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale che del fegato. Tutti i farmaci che inibiscano o inducano questo sistema enzimatico possono quindi modificarel'effetto di primo passaggio (dopo somministrazione orale) o la clearance della nifedipina. Si deve tenere conto dell'entita' e della durata delle interazioni qualora si somministri nifedipina in associazioneai seguenti farmaci. Diltiazem. Il diltiazem diminuisce la clearance della nifedipina per cui i due principi attivi dovrebbero essere associati con cautela considerando, eventualmente, la riduzione del dosaggiodi nifedipina. Rifampicina. La rifampicina e' un forte induttore delsistema del citocromo P450 3A4. In caso di somministrazione concomitante con rifampicina, la biodisponibilita' della nifedipina viene ridotta sensibilmente con conseguente indebolimento della sua efficacia. Pertale motivo l'impiego di nifedipina in combinazione con rifampicina risulta controindicato. In caso di somministrazione contemporanea dei seguenti farmaci, deboli o moderati inibitori del sistema del citocromoP450 3A4, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina). Non e' stato condotto nessuno studio specifico sull'interazione tra nifedipina ed antibiotici macrolidi. E' noto come alcuni macrolidi inibiscano il metabolismo di altri farmaci mediato dal citocromo P450 3A4 per cui non si puo' escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito di somministrazione contemporanea dei due farmaci. L'azitromicina, sebbene strutturalmente correlata alla classe degli antibiotici macrolidi, e' priva di attivita' inibente il CYP3A4. Inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir) Non e' ancora stato condottouno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la nifedipina e certi inibitori delle proteasi anti-HIV. E' noto come farmacidi questa classe inibiscano il sistema del citocromo P450 3A4. Inoltre e' stato dimostrato che essi inibiscono in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Quando siano somministrati insieme con la nifedipina non puo' essere escluso un sostanziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina dovuto ad un ridotto metabolismo di primo passaggio ed a ridotta eliminazione. Antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo). Uno studio formale sulla possibile interazione tra nifedipina e certi antimicotici azolici non e' stato ancora eseguito. E' noto come farmaci di questa classe inibiscano ilsistema del citocromo P450 3A4. Quando tali farmaci vengano somministrati per via orale con la nifedipina non si puo' escludere un sostanziale incremento della biodisponibilita' sistemica della nifedipina legato ad un ridotto metabolismo di primo passaggio. Fluoxetina. Non e' ancora stato condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la nifedipina e la fluoxetina. E' stato dimostrato che lafluoxetina inibisce in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Percio' non puo' essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci. Nefazodone. Uno studio clinico sulla possibile interazione tra nifedipina e nefazodone non e' stato ancora eseguito. E' noto come il nefazodone inibisca il metabolismo di altri farmaci, mediato dal citocromo P450 3A4. Percio' non puo' essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci. Quinupristin/Dalfopristin. La simultanea somministrazione di quinupristin/dalfopristin e nifedipina puo' determinare elevazione delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina. Acido valproico. Non sono stati condotti degli studi formali tesi a valutare la potenziale interazione tra la nifedipina e l'acido valproico. Tuttavia, dato che quest'ultimo si e' dimostrato in grado di aumentare le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso inibizione enzimatica, non si puo' escludere un aumento delle concentrazioniplasmatiche, e quindi d'efficacia, anche per la nifedipina. Cimetidina. La cimetidina per il suo effetto di inibizione sul sistema del citocromo P450 3A4 eleva i livelli plasmatici di nifedipina e puo' potenziarne l'effetto antiipertensivo. Altri studi. Cisapride. La contemporanea somministrazione di cisapride e nifedipina puo' condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di nifedipina. Antiepilettici induttori delsistema del citocromo P450 3A4, come la fenitoina, la carbamazepina eil fenobarbitale. La fenitoina induce il sistema del citocromo P450 3A4. La contemporanea somministrazione di fenitoina e nifedipina determina una riduzione della biodisponibilita' e quindi dell'efficacia dellanifedipina. Qualora i due farmaci vengano somministrati contemporaneamente, la risposta clinica alla nifedipina deve essere controllata e,se necessario, deve essere presa in considerazione l'aumento della suadose. Analogamente, qualora il dosaggio della nifedipina venga incrementato durante la somministrazione contemporanea dei due farmaci, andra' considerata una riduzione nella dose di nifedipina quando venga interrotto il trattamento con la fenitoina. Non sono stati condotti deglistudi formali tesi a valutare la potenziale interazione tra nifedipina e carbamazepina o fenobarbitale. Tuttavia, dato che questi ultimi sisono dimostrati in grado di ridurre le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso un processo d'induzione enzimatica, non si puo' escludere una riduzione delle concentrazioni plasmatiche, e quindi dell'efficacia, anche per la nifedipina. Effetti della nifedipina su altri farmaci. Antipertensivi. La nifedipina puo' accentuare l'effetto ipotensivo di altri antipertensivi somministrati in associazione, quali: diuretici, beta-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina 1 (AT-1), altri calcio-antagonisti, alfa-bloccanti, inibitori della PDE5,alfa-metildopa. La terapia concomitante con farmaci beta-bloccanti e'di norma ben tollerata; tuttavia c'e' il rischio di esacerbazione dell'angina. Qualora si associ la nifedipina a beta-bloccanti, il pazientedeve essere accuratamente sorvegliato poiche' in casi isolati si puo'verificare un peggioramento dell'insufficienza cardiaca. Digossina. La contemporanea somministrazione di nifedipina e digossina puo' condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di digossina, legato ad una riduzione della sua clearance.
POSOLOGIA
Il trattamento va possibilmente adattato alle necessita' individuali in funzione della gravita' della malattia e della risposta del paziente. Qualsiasi aggiustamento ai dosaggi superiori o inferiori deve essereeffettuato solo sotto controllo medico. Nei pazienti con funzionalita' epatica compromessa puo' rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi, una riduzione del dosaggio. Salvo diversa prescrizione medica valgono le seguenti direttive posologiche. Ipertensione arteriosa: una compressa da 30 mg al giorno, per via orale. In alcuni casi puo' risultare opportuno incrementare gradualmente la dose, secondo le esigenze individuali, fino ad un dosaggiomassimo di 60 mg somministrato una volta al giorno, al mattino. Cardiopatia ischemica. Angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo):una compressa da 30 mg al giorno, per via orale. La dose puo' essere gradatamente aumentata, in accordo con le esigenze individuali dei pazienti, fino ad un dosaggio massimo di 120 mg somministrato una volta algiorno, al mattino. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l'efficacia della nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di eta' non e'stata dimostrata. Modo di somministrazione. La compressa rivestita confilm deve essere inghiottita con un po' di acqua al mattino a digiuno: le compresse non devono essere masticate o spezzate. Qualsiasi aggiustamento ai dosaggi superiori o inferiori deve essere effettuato solosotto controllo medico. La nifedipina e' altamente fotosensibile, pertanto le compresse non devono essere rotte perche' la protezione dallaluce non e' piu' assicurata. Inoltre, benche' la nifedipina sia sostanzialmente protetta dalla luce all'interno ed al di fuori della confezione, si consiglia di non esporre a lungo le compresse alla luce solarediretta. La protezione dall'umidita' e' garantita solo all'interno della confezione; le compresse dovrebbero quindi essere estratte dall'astuccio solo immediatamente prima dell'uso.
PRINCIPI ATTIVI
Una compressa da 30 mg contiene: nifedipina mg 30. Una compressa da 60mg contiene: nifedipina mg 60.