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PANTOPRAZOLO KRKA*14CPR 40MG

KRKA FARMACEUTICI MILANO Srl
minsan: 038436150

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AVVERTENZE
Compromissione epatica: nei pazienti con funzione epatica gravemente compromessa, gli enzimi epatici devono essere monitorati periodicamentedurante la terapia con il pantoprazolo, in particolare durante quellaa lungo termine. In caso di aumento di questi enzimi, il trattamentodeve essere sospeso. Terapia d'associazione: nel caso della terapia d'associazione, attenersi alle indicazioni dei riassunti delle caratteristiche dei rispettivi prodotti medicinali. Neoplasia gastrica: la risposta sintomatica al pantoprazolo puo' nascondere i sintomi di neoplasia gastrica e puo' ritardarne la diagnosi. In presenza di qualsiasi sintomo allarmante (ad es., perdita di peso significativa non intenzionale, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi, anemia o melena) e in casodi ulcera gastrica sospetta o presente, escludere eventuali malignita'. Occorre valutare la necessita' di ulteriori accertamenti se i sintomi persistono nonostante un trattamento adeguato. Co-somministrazione con inibitori della proteasi HIV: non e' raccomandata la co-somministrazione di pantoprazolo con gli inibitori della proteasi HIV per i qualil'assorbimento dipende dal pH acido intragastrico come atazanavir, acausa della riduzione significativa della loro biodisponibilita'. Effetto sull'assorbimento della vitamina B12: nei pazienti con la sindromedi Zollinger-Ellison e altre condizioni patologiche caratterizzate daipersecrezione acida che richiedono un trattamento a lungo termine, il pantoprazolo, come tutti i farmaci inibenti la secrezione acida, puo' ridurre l'assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) causatoda ipocloridria o acloridria. Questa eventualita' deve essere considerata nella terapia a lungo termine in pazienti con depositi ridotti o fattori di rischio che riducono l`assorbimento della vitamina B12 o inpresenza dei sintomi clinici corrispondenti. Trattamento a lungo termine : nel trattamento a lungo termine, soprattutto se si supera un periodo di trattamento di 1 anno, i pazienti devono essere tenuti sotto regolare sorveglianza. Infezioni gastrointestinali causate dai batteri:il trattamento puo' comportare un rischio leggermente aumentato di infezioni gastrointestinali causate da batteri quali Salmonella e Campylobacter and C. Difficile. Ipomagnesiemia: e' stato osservato che gli inibitori di pompa protonica come pantoprazolo, in pazienti trattati peralmeno tre mesi e in molti casi per un anno, possono causare grave ipomagnesiemia. Gravi sintomi di ipomagnesiemia includono stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmia ventricolare. Essi, inizialmente, si possono manifestare in modo insidioso ed essere trascurati. L'ipomagnesiemia, nella maggior parte dei pazienti, migliora dopo l'assunzione di magnesio e la sospensione dell'inibitore di pompa protonica. Gli operatori sanitari devono considerare l'eventuale misurazione dei livelli di magnesio all'inizio e periodicamente nei pazientiin trattamento con PPI per un periodo prolungato o in terapia con digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio diuretici). Fratture dell'osso: gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (> 1 anno), potrebbero causare un lieve aumento di rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica potrebberoaumentare il rischio complessivo di frattura dal 10% al 40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un'adeguata quantita' di vitamina D e calcio. Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS): gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l'operatore sanitario deve valutare l'opportunita' di interrompere il trattamento. Lacomparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica puo' accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica. Interferenza con esami di laboratorio: un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) puo' interferire congli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento deve essere sospeso per almeno 5 giorni prima delle misurazioni della CgA. Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazione iniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l'interruzione del trattamento con inibitore della pompa protonica. Sorbitolo: il farmaco contiene sorbitolo. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non possono assumere questo farmaco.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Inibitori della pompa protonica.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazionerelativamente alla temperatura. Blister: conservare nella confezioneoriginale per proteggere il medicinale dall'umidita'. Flacone: tenereil flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidita'.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo, ai benzimidazoli sostituiti, alsorbitolo o a uno qualsiasi degli eccipienti o dei farmaci di associazione.
DENOMINAZIONE
PANTOPRAZOLO KRKA 40 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTI
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: mannitolo, crospovidone (tipo B), sodio carbonato anidro, sorbitolo (E420), calcio stearato. Film di rivestimento: ipromellosa; povidone (K25), titanio diossido (E171), ferro, ossido giallo (E172), glicole propilenico, copolimero di acido metacrilico ed etile acrilato, sodio lauril solfato, polisorbato 80, macrogol 6000, talco.
EFFETTI INDESIDERATI
Si possono prevedere reazioni avverse al farmaco nel 5% circa dei pazienti. Le reazioni avverse segnalate piu' comunemente sono diarrea e cefalea, entrambe nell'1% circa dei pazienti. Di seguito le reazioni avverse segnalate con il pantoprazolo, ordinate in base alla seguente classificazione di frequenza. Molto comune (>=1/10); comune (da >=1/100 a<1/10); non comune (da >=1/1000 a <1/100); raro (da >=1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo' esseredefinita sulla base dei dati disponibili). Per tutte le reazioni avverse segnalate sulla base dell'esperienza post-marketing, non e' possibile applicare alcuna frequenza e pertanto sono menzionate con una frequenza "non nota". All'interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravita'. Reazioni avverse al pantoprazolo negli studi clinici e nell'esperienza post-marketing. Patologie del sistema emolinfopoietico. Rari: agranulocitosi; molto rari: trombocitopenia, leucopenia, pancitopenia. Patologie delsistema immunitario. Rari: ipersensibilità (incluse reazioni anafilattiche e shock anafilattico). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Rari: iperlipidemie e aumento dei lipidi (trigliceridi, colesterolo); variazioni ponderali; Frequenza non nota: iponatriemia, ipomagnesiemia, ipocalcemia in associazione con ipomagnesiemia; ipokaliemia. Disturbi psichiatrici. Non comuni: disturbi del sonno; Rari: depressione(e ogni peggioramento); molto rari: disorientamento (e ogni peggioramento); frequenza non nota: allucinazioni; confusione (specialmente in pazienti predisposti, così come l'aggravamento di questi sintomi in caso di preesistenza). Patologie del sistema nervoso. Non comuni: cefalea, capogiri; rari: alterazioni del gusto; frequenza non nota: parestesia. Patologie dell'occhio. Rari: disturbi della visione/offuscamento della vista. Patologie gastrointestinali. Comuni: polipi della ghiandolafundica (benigni); non comuni: diarrea; nausea/vomito; distensione addominale e flatulenza, stipsi, secchezza della bocca; dolore e disagioaddominali. Patologie epatobiliari. Non comuni: aumento degli enzimiepatici (transaminasi, gamma-GT); rari: Aumento della bilirubina; frequenza non nota: lesione epatocellulare, itterizia, insufficienza epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Non comuniiritazione cutanea/esantema/eruzione; prurito; Rari Orticaria, angioedema; frequenza non nota: sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell, eritema multiforme, fotosensibilità, Lupus eritematoso cutaneo subacuto. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comuni Frattura dell'anca, del polso o della colonna vertebrale; rari: artralgia, mialgia; frequenza non nota: spasmi muscolari comeconseguenza di disturbi elettrolitici. Patologie renali e urinarie. Frequenza non nota: nefrite interstiziale (con possibile progressione ainsufficienza renale). Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Rari: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relativealla sede di somministrazione. Non comuni: astenia, spossatezza e malessere; rari: aumento della temperatura corporea; edema periferico. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Una quantita' moderata di dati nelle donne in gravidanza (risultati tra 300-1000 gravidanze) non indicano tossicita' malformative o feto/neonatali del pantoprazolo. Gli studi condotti sugli animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva. Come misura precauzionale, e' preferibile evitare l'uso di Pantoprazolo Krka durante la gravidanza. Gli studi condotti sugli animali hanno dimostrato l'escrezione del pantoprazolo nel latte materno. Non ci sono sufficienti informazioni sull'escrezione di pantoprazolo nel latte materno ma e' stata segnalata escrezione nel latte materno umano. Non puo' essere escluso il rischio per neonati/infanti. Pertanto, la decisione di interrompere l'allattamento al seno o di interrompere l'assunzione deve essere presa tenendo contodel beneficio dell'allattamento al seno per il neonato e del beneficiodella terapia per la madre. Negli studi su animali non e' stata dimostrata una compromissione della fertilita' dopo la somministrazione dipantoprazolo negli studi sugli animali.
INDICAZIONI
Adulti e adolescenti di eta' pari o superiore a 12 anni: esofagite dareflusso. Adulti: eradicazione di Helicobacter pylori ( H. pylori ) inassociazione alla terapia antibiotica appropriata nei pazienti con ulcere associate a H. pylori . Ulcera gastrica e duodenale. Sindrome diZollinger-Ellison e altri stati patologici caratterizzati da ipersecrezione acida.
INTERAZIONI
Medicinali con farmacocinetica di assorbimento pH dipendente: a causadella marcata e duratura inibizione della secrezione acida gastrica, pantoprazolo puo' interferire con l'assorbimento di altri medicinali per i quali il pH gastrico e' un fattore determinante sulla disponibilita' orale, per es. alcuni antifungini azolici come ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo e altri medicinali come erlotinib. Inibitori della proteasi HIV: la somministrazione contemporanea di pantoprazolo none' raccomandata con inibitori della proteasi HIV per i quali l'assorbimento dipende dal pH acido intragastrico come atazanavir a causa dellariduzione significativa della loro biodisponibilita'. Se la combinazione di inibitori della proteasi HIV con un inibitore della pompa protonica e' ritenuta inevitabile, si raccomanda uno stretto monitoraggio clinico (es. carica virale). Non si deve superare una dose di pantoprazolo di 20 mg al giorno. La dose di inibitori delle proteasi HIV potrebbe essere adattata. Anticoagulanti cumarinici (fenprocumone o warfarin): la somministrazione concomitante di pantoprazolo con warfarin o fencoprumone non ha influenzato la farmacocinetica di warfarin, fencoprumone o INR. Tuttavia, sono stati segnalati casi di aumento di INR e tempo di protrombina nei pazienti che hanno ricevuto PPIs e warfarin o fencoprumone in concomitanza. L'aumento dell'INR e del tempo di protrombina puo' portare a sanguinamenti anormali e persino alla morte. I pazienti trattati con pantoprazolo e warfarin o fencoprumone potrebbero essere necessariamente monitorati per aumentare l'INR ed il tempo di protrombina. Metotressato: l'uso concomitante di alte dosi di metotressato (es.: 300 mg) e inibitori di pompa hanno riportato un aumento di livelli di metotressato in qualche paziente. Pertanto, in casi in cui viene utilizzato metotressato ad alti dosi, per esempio tumore o psoriasi, deve essere presa in considerazione una momentanea sospensione del pantoprazolo. Altri studi di interazione: il pantoprazolo e' ampiamentemetabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. La principale via metabolica e' la demetilazione ad opera del CYP2C19 ele altre vie metaboliche includono l'ossidazione ad opera del CYP3A4.Gli studi di interazione con altri farmaci metabolizzati da queste vie, quali la carbamazepina, il diazepam, la glibenclamide, la nifedipina e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo, non hanno rivelato interazioni clinicamente significative. Non puo' essere esclusa una interazione di pantoprazolo con altri medicinalio composti, che vengono metabolizzati usando lo stesso sistema enzimatico. I risultati di una serie di studi di interazione dimostrano cheil pantoprazolo non incide sul metabolismo delle sostanze attive metabolizzate da CYP1A2 (ad es., caffeina, teofillina), CYP2C9 (ad es., piroxicam, diclofenac, naprossene), CYP2D6 (ad es., metoprololo) e CYP2E1(ad es., etanolo) o non interferisce con l'assorbimento di digossinacorrelato alla glicoproteina-P. Non si sono verificate interazioni congli antiacidi somministrati contemporaneamente. Sono stati anche condotti studi di interazione che prevedevano la somministrazione concomitante di pantoprazolo e i rispettivi antibiotici (claritromicina, metronidazolo, amoxicillina). Non sono state trovate interazioni clinicamente rilevanti. Medicinali che inibiscono o inducono CYP2C19: gli inibitori di CYP2C19 come la fluvoxamina potrebbero aumentare l'esposizionesistemica del pantoprazolo. Puo' essere presa in considerazione una riduzione della dose per i pazienti trattati a lungo termine con dosi elevate di pantoprazolo, o quelli con compromissione epatica. Induttorienzimatici che influenzano CYP2C19 e CYP3A4 come rifampicina ed Erba di San Giovanni ( Hypericum perforatum ) possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di PPI metabolizzate attraverso questi sistemi enzimatici.
POSOLOGIA
Adulti e adolescenti di eta' pari o superiore a 12 anni: esofagite dareflusso. Una compressa al giorno. In casi particolari, la dose puo' essere raddoppiata (aumento a 2 compresse al giorno), specialmente quando non si e' ottenuta risposta ad altro trattamento. E' generalmente richiesto un periodo di 4 settimane per il trattamento dell'esofagite da reflusso. Se tale periodo non e' sufficiente, la guarigione si otterra', normalmente, prolungando la terapia per ulteriori 4 settimane. Adulti: eradicazione di H. pylori in associazione a due antibiotici appropriati I pazienti positivi per H. pylori e affetti da ulcera gastricao duodenale devono essere sottoposti all'eradicazione del batterio con una terapia in associazione. Occorre valutare le linee guida ufficiali locali (ad es., le raccomandazioni a livello nazionale) in materiadi resistenza batterica e utilizzo e prescrizione corretti degli agenti antibatterici. Si raccomanda l'adozione di uno dei seguenti schemi di terapia associata per l'eradicazione di H. pylori , in funzione deltipo di resistenza: una compressa due volte al giorno + amoxicillina 1000 mg due volte al giorno + claritromicina 500 mg due volte al giorno; una compressa due volte al giorno + metronidazolo 400 - 500 mg due volte al giorno (o tinidazolo 500 mg) + claritromicina 250 - 500 mg duevolte al giorno; una compressa due volte al giorno + amoxicillina 1000 mg due volte al giorno + metronidazolo 400 - 500 mg due volte al giorno (o tinidazolo 500 mg). Nella terapia in associazione per l'eradicazione dell'infezione da H. pylori , la seconda compressa va assunta un'ora prima della cena. La terapia d'associazione viene implementata per 7 giorni in generale e puo' essere prolungata per ulteriori 7 giornifino a una durata totale massima di due settimane. Qualora, per favorire la guarigione delle ulcere, sia indicato l'ulteriore trattamento con il pantoprazolo, vanno prese in considerazione le raccomandazioni posologiche per le ulcere duodenali e gastriche. Nei casi in cui non siscelga la terapia d'associazione, ad es. per pazienti negativi per H.pylori , vanno applicate le seguenti linee guida sulla monoterapia. Trattamento dell'ulcera gastrica: una compressa al giorno. In casi particolari, la dose puo' essere raddoppiata (aumento a 2 compresse al giorno), specialmente quando non si e' ottenuta risposta ad altro trattamento. E' generalmente richiesto un periodo di 4 settimane per il trattamento delle ulcere gastriche. Se tale periodo non e' sufficiente, laguarigione si otterra', normalmente, prolungando la terapia per ulteriori 4 settimane. Trattamento dell'ulcera duodenale: una compressa al giorno. In casi particolari, la dose puo' essere raddoppiata (aumento a2 compresse al giorno), specialmente quando non si e' ottenuta risposta ad altro trattamento. La guarigione dell'ulcera duodenale si ottiene generalmente entro 2 settimane. Se due settimane di trattamento nonsono sufficienti, nella maggior parte dei casi la guarigione si ottiene entro altre due settimane. Sindrome di Zollinger-Ellison e altri stati patologici caratterizzati da ipersecrezione acida Per il trattamento a lungo termine della sindrome di Zollinger-Ellison e altri stati patologici caratterizzati da ipersecrezione acida, i pazienti devono iniziare il trattamento con la dose giornaliera di 80 mg (2 compresse 40mg). In seguito, la dose puo' essere aumentata o ridotta sulla base delle misurazioni della secrezione acida individuale. In caso di dosi superiori a 80 mg al giorno, la dose deve essere divisa e somministratadue volte al giorno. E' possibile incrementare temporaneamente la dosegiornaliera al di sopra di 160 mg di pantoprazolo per periodi non superiori a quanto necessario per ottenere un controllo adeguato della secrezione acida. La durata della terapia nella sindrome di Zollinger-Ellison e in altri stati patologici caratterizzati da ipersecrezione acida non ha restrizioni e deve essere adattata secondo le necessita' cliniche. Popolazioni speciali. Anziani: non e' necessario un adeguamentodella dose in pazienti anziani. Compromissione epatica: in caso di funzione epatica gravemente compromessa, non deve essere superata la dose giornaliera di 20 mg di pantoprazolo (1 compressa di pantoprazolo 20mg). Il farmaco non puo' essere utilizzato nella terapia associata per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con disfunzione epatica da moderata a grave in quanto non sono attualmente disponibili dati sull'efficacia e la sicurezza nel trattamento associato di questi pazienti.Compromissione renale: non e' necessario alcun adeguamento della dosenei pazienti con funzione renale compromessa. il farmaco non puo' essere utilizzato nella terapia d'associazione per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con insufficienza renale in quanto non sono attualmente disponibili dati sull'efficacia e la sicurezza nel trattamento associato di questi pazienti. Popolazione pediatrica. Bambini con eta' inferiore ai 12 anni: non e' consigliato per l'uso in bambini con eta' inferiore ai 12 anni a causa dei dati limitati sulla sicurezza e efficacia in questo gruppo di eta'. Modo di somministrazione: le compresse non devono essere masticate o frantumate, ma devono essere deglutite intere con un po' d'acqua un'ora prima di un pasto.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa gastroresistente contiene 40 mg di pantoprazolo (come pantoprazolo sodico sesquidrato).

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