AVVERTENZE
Tossicita' dermatologica. Reazione cutanea mano-piede (eritrodisestesia palmo-plantare) e rash rappresentano le piu' comuni reazioni avversea sorafenib. Rash e reazione cutanea mano-piede sono solitamente di Grado 1 e 2, secondo i Common Toxicity Criteria (CTC), e generalmente appaiono durante le prime sei settimane di trattamento con sorafenib. La gestione della tossicita' dermatologica puo' includere terapie topiche per alleviare la sintomatologia, temporanea interruzione del trattamento e/o una variazione del dosaggio di sorafenib, oppure in casi gravi o persistenti l'interruzione definitiva della sua somministrazione.Ipertensione In pazienti trattati con sorafenib si e' osservata una maggiore incidenza d'ipertensione arteriosa. In questi pazienti l'ipertensione era solitamente da lieve a moderata, si manifestava nelle prime fasi di trattamento e rispondeva alla terapia antiipertensiva standard. La pressione arteriosa deve essere monitorata regolarmente e trattata, se necessario, secondo la pratica medica corrente. In caso di ipertensione grave o persistente, o di crisi ipertensive, nonostante siastata iniziata una terapia antiipertensiva, si raccomanda di considerare l'eventuale interruzione definitiva della somministrazione di sorafenib. Aneurismi e dissezioni arteriose. L'uso di inibitori del pathwaydel VEGF in pazienti con o senza ipertensione puo' favorire la formazione di aneurismi e/o dissezioni arteriose. Prima di iniziare con il farmaco, questo rischio deve essere attentamente considerato in pazienti con fattori di rischio quali ipertensione o storia anamnestica di aneurisma. Ipoglicemia. Durante il trattamento con sorafenib sono statisegnalati episodi d'ipoglicemia, in alcuni casi clinicamente sintomatici e che hanno necessitato di ricovero ospedaliero per perdita di coscienza. In caso di ipoglicemia sintomatica, il trattamento con sorafenib deve essere temporaneamente interrotto. I livelli di glicemia nei pazienti diabetici devono essere controllati regolarmente per valutare se il dosaggio del medicinale antidiabetico debba essere modificato. Emorragia. Il rischio di sanguinamento puo' aumentare a seguito della somministrazione di sorafenib. Se un episodio di sanguinamento necessitadi intervento medico, si raccomanda di considerare l'eventualita' diinterrompere definitivamente la somministrazione di sorafenib. Ischemia cardiaca e/o infarto In uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo, (studio 1) l'incidenza di infarto o ischemiacardiaca insorti durante il trattamento era maggiore nel gruppo trattato con sorafenib (4,9%) che nel gruppo trattato con placebo (0,4%). Nello studio 3 l'incidenza di infarto o ischemia cardiaca insorti durante il trattamento era del 2,7% nei pazienti trattati con sorafenib e del 1,3% nei pazienti trattati con placebo. Pazienti con malattia coronarica instabile o con infarto del miocardio recente erano esclusi da questi studi. La necessita' di una sospensione temporanea o definitiva del trattamento con sorafenib deve essere considerata nei pazienti chesviluppano un'ischemia cardiaca e/o un infarto. Prolungamento dell'intervallo di QT E' stato dimostrato che sorafenib prolunga l'intervalloQT/QTc, il che puo' portare ad un aumentato rischio di aritmia ventricolare. Usare con prudenza sorafenib nei pazienti che hanno o possono sviluppare un prolungamento del QTc, come i pazienti con una Sindrome Congenita del QT lungo, quelli trattati con una dose cumulativa elevatadi antracicline, i pazienti che assumono alcuni farmaci antiaritmicio altri medicinali che possano portare ad un prolungamento del QT, e quelli con alterazioni degli elettroliti, ad esempio ipokaliemia, ipocalcemia o ipomagnesemia. Quando si utilizza sorafenib in questi pazienti, devono essere effettuati controlli periodici elettrocardiografici edosaggio degli elettroliti (magnesio, potassio e calcio) durante il periodo di trattamento. Perforazione gastrointestinale. La perforazionegastrointestinale e' un evento non comune ed e' stato segnalato in meno del 1% dei pazienti che assumono sorafenib. In alcuni casi non vi era associazione con un tumore intra-addominale evidente. In caso di perforazione gastrointestinale la somministrazione di sorafenib deve essere interrotta. Compromissione epatica. Non sono disponibili dati in pazienti con compromissione grave della funzionalita' epatica (Child Pugh C). In tali pazienti l'esposizione potrebbe risultare aumentata poiche' sorafenib e' eliminato principalmente attraverso la via epatica.Somministrazione concomitante di warfarin Episodi di sanguinamento nonfrequenti o un aumento nel valore del INR ( International NormalizedRatio ) sono stati segnalati in alcuni pazienti che assumevano warfarin durante la terapia con sorafenib. I pazienti in terapia con warfarino fenprocumone devono essere monitorati regolarmente relativamente avariazioni nel tempo di protrombina, INR o episodi di sanguinamento dirilevanza clinica. Complicanze nella cicatrizzazione delle ferite. Non sono stati condotti studi formali sull'effetto del sorafenib sulla cicatrizzazione delle ferite. Per ragioni precauzionali si raccomanda la sospensione temporanea del trattamento con sorafenib nei pazienti che devono sottoporsi a interventi di chirurgia maggiore. L'esperienza clinica in merito al momento in cui riprendere la terapia dopo interventi chirurgici maggiori, e' limitata. Pertanto la decisione di riprendere la terapia con sorafenib dopo un intervento chirurgico maggiore deve basarsi su una valutazione clinica di adeguata guarigione delle ferite. Popolazione anziana. Sono stati riportati casi di insufficienza renale. Si deve pertanto prendere in considerazione il monitoraggio della funzionalita' renale. Interazione tra farmaci. Si raccomanda cautelaquando si somministra sorafenib con sostanze che sono metabolizzate e/o eliminate prevalentemente attraverso le vie metaboliche della UGT1A1 (es. irinotecan) o della UGT1A9. Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di sorafenib e docetaxel. L'associazione con neomicina o con altri antibiotici in grado di provocare gravi disturbi ecologici nella microflora gastrointestinale puo' portare ad una diminuzione della biodisponibilita' di sorafenib. Il rischio di una diminuzione della concentrazione plasmatica di sorafenib deve essere valutato prima di iniziare un ciclo di trattamento con antibiotici. Una mortalita' piu' elevata e' stata osservata in pazienti affetti da carcinoma del polmone a cellule squamose e trattati con sorafenib in combinazione con chemioterapia a base di platino.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Agenti antineoplastici, inibitori delle protein-chinasi.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
DENOMINAZIONE
NEXAVAR 200 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: croscarmellosa sodica, cellulosa microcristallina, ipromellosa, sodio laurilsolfato, magnesio stearato. Rivestimentodella compressa: ipromellosa, macrogol (3350), titanio diossido (E 171), ferro ossido rosso (E 172).
EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse gravi piu' importanti sono state ischemia e infarto del miocardio, perforazione gastrointestinale, epatite da farmaci, emorragia e ipertensione o crisi ipertensiva. Le reazioni avverse piu'comuni sono state diarrea, astenia, alopecia, infezione, reazione cutanea mano-piede (corrispondente in MedDRA alla "sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare") e rash . Le reazioni avverse segnalate in diversi studi clinici o nell'utilizzo post-marketing sono riportate nella tabella 1, ordinate secondo la Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) e la frequenza. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100),raro (>=1/10.000, <1/1.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravita'. Reazioni avverse complessivamente segnalate neipazienti in diversi studi clinici o nell'utilizzo post-marketing. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezione; comune: follicolite.Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: linfopenia; comune: leucopenia, neutropenia, anemia, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilità (incluse reazioni cutanee e orticaria), reazione anafilattica; raro: angioedema. Patologie endocrine. Comune: ipotiroidismo; non comune: ipertiroidismo.Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: anoressia,ipofosfatemia; comune: ipocalcemia, ipokaliemia, iponatriemia, ipoglicemia; non comune: disidratazione. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione. Patologie del sistema nervoso. Comune: neuropatia sensorialeperiferica, disgeusia; non comune: leucoencefalopatia posteriore reversibile. Non nota: encefalopatia. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: tinnito. Patologie cardiache. Comune: insufficienza cardiaca congestizia, ischemia e infarto del miocardio; raro: prolungamentoqt. Patologie vascolari. Molto comune: emorragia (incluse emorragie gastrointestinali, delle vie respiratorie e cerebrali), ipertensione; comune: vampate; non comune: crisi ipertensiva; non nota: aneurismi e dissezioni arteriose. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche.Comune: rinorrea, disfonia; non comune: eventi simil malattie interstiziali del polmone (polmonite, polmonite da raggi, sofferenza respiratoria acuta, etc). Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea,nausea, vomito, costipazione; comune: stomatite (incluse bocca secca eglossodinia), dispepsia, disfagia, reflusso gastro esofageo; non comune: pancreatite, gastrite, perforazioni gastrointestinali. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento della bilirubina e ittero, colecistite, angiocolite; raro: epatite da farmaci. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: secchezza della cute, rash, alopecia, reazione cutanea mano-piede, eritema, prurito; comune: cheratoacantoma/carcinoma cutaneo a cellule squamose, dermatite esfoliativa, acne,desquamazione della cute, ipercheratosi; non comune: eczema, eritemamultiforme; raro: dermatite simil-attinica, sindrome di stevens-johnson, vasculite leucocitoclastica, necrolisi epidermica tossica. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: artralgia; comune: mialgia, spasmi muscolari; raro: rabdomiolisi. Patologie renali e urinarie. Comune: insufficienza renale, proteinuria;raro: sindrome nefrosica. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: disfunzione erettile; non comune: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: fatica, dolore (compreso dolore alla bocca, addominale, osseo, dolore oncologico e cefalea), febbre; comune: astenia, malessere simil-influenzale, infiammazione della mucosa. Esami diagnostici.Molto comune: perdita di peso, aumento dell'amilasi, aumento della lipasi; comune: aumento transitorio delle transaminasi; non comune: aumento transitorio della fosfatasi alcalina nel sangue anomalie dell'inr edel livello di protrombina. I casi sono stati riportati nella fase post-marketing. Ulteriori informazioni su alcune reazioni avverse. Insufficienza cardiaca congestizia in uno studio clinico promosso dall'azienda, l'insufficienza cardiaca congestizia e' stata riportata come evento avverso nel 1,9% dei pazienti trattati con sorafenib (N=2276). Nello studio 11213 (RCC) eventi avversi coerenti con l'insufficienza cardiaca congestizia sono stati segnalati nell' 1,7% dei pazienti trattaticon sorafenib e nello 0,7% dei pazienti trattati con placebo. Nello studio 100554 (HCC) tali eventi sono stati segnalati nello 0,99% dei pazienti trattati con sorafenib e nel 1,1% dei pazienti trattati con placebo. Ulteriori informazioni per popolazioni particolari. Negli studi clinici, determinate reazioni avverse al farmaco, come la reazione cutanea mano-piede, la diarrea, l'alopecia, il calo ponderale, l'ipertensione, l'ipocalcemia e il cheratoacantoma/carcinoma cutaneo a cellule squamose, si sono manifestate con una frequenza considerevolmente maggiore nei pazienti affetti da carcinoma tiroideo differenziato in confronto ai pazienti inclusi negli studi sul carcinoma a cellule renali o epatocellulare. Alterazioni negli esami di laboratorio nei pazienti conHCC (studio 3) e RCC (studio 1). Un aumento della lipasi e dall'amilasi e' stato segnalato molto comunemente. Un aumento della lipasi di Grado 3 o 4 Common Toxicity Criteria Advers Events (CTCAE) si e' verificato rispettivamente nell'11% e nel 9% dei pazienti del gruppo trattatocon sorafenib nello studio 1 (RCC) e nello studio 3 (HCC), contro il 7% e il 9% dei pazienti del gruppo trattato con placebo. Un aumento dell'amilasi di Grado 3 o 4 CTCAE si e' verificato rispettivamente nell'1% e nel 2% dei pazienti del gruppo trattato con sorafenib nello studio1 e nello studio 3, contro il 3% dei pazienti di entrambe i gruppi trattati con placebo. La pancreatite clinica e' stata segnalata in 2 dei451 pazienti trattati con sorafenib (Grado 4 CTCAE) nello studio 1, in 1 dei 297 pazienti trattati con sorafenib (Grado 2 CTCAE) nello studio 3 e in 1 dei 451 pazienti (Grado 2 CTCAE) trattati con placebo nello studio 1. L'ipofosfatemia e' un reperto di laboratorio molto comune,ed e' stata osservata rispettivamente nel 45% e nel 35% dei pazientitrattati con sorafenib nello studio 1 e nello studio 3, contro rispettivamente il 12% e l'11% dei pazienti trattati con placebo. Ipofosfatemia di Grado 3 CTCAE (1 - 2 mg/dl) si e' verificata nello studio 1 nel13% dei pazienti trattati con sorafenib e nel 3% dei pazienti trattaticon placebo, mentre nello studio 3 si e' verificata nell'11% dei pazienti trattati con sorafenib e nel 2% dei pazienti trattati con placebo.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza. Non vi sono dati relativi all'uso di sorafenib in donne ingravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita' riproduttiva, incluse le malformazioni. E'stato dimostrato, nei ratti, che sorafenib e i suoi metaboliti attraversano la placenta, ed e' prevedibile che sorafenib provochi effetti dannosi sul feto. Sorafenib non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che sia chiaramente necessario, e solo dopo un'attenta valutazione delle necessita' della madre e del rischio per il feto. Le donne in eta' fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento. Allattamento. None' noto se sorafenib sia escreto nel latte materno. Nell'animale sorafenib e/o i suoi metaboliti sono escreti nel latte. Poiche' sorafenibpotrebbe danneggiare la crescita e lo sviluppo del neonato, le donne devono sospendere l'allattamento al seno durante il trattamento con sorafenib. Fertilita'. Studi effettuati sull'animale mostrano che sorafenib puo' compromettere la fertilita' maschile e femminile.
INDICAZIONI
Epatocarcinoma. Il farmaco e' indicato per il trattamento dell'epatocarcinoma. Carcinoma a cellule renali. Il medicinale e' indicato per iltrattamento di pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato dopo fallimento terapeutico ad una precedente terapia a base di interferonealfa o interleuchina-2, o che sono considerati non idonei a ricevere tale terapia. Carcinoma tiroideo differenziato. Il medicinale e' indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma differenziato della tiroide (papillare/follicolare/a cellule di Hurthle) localmente avanzatoo metastatico, in progressione, refrattario al radioiodio.
INTERAZIONI
Induttori di enzimi metabolici. La somministrazione di rifampicina per5 giorni prima della somministrazione di una singola dose di sorafenib ha portato ad una riduzione media del 37% dell'AUC di sorafenib. Altri induttori del CYP3A4 e/o della glucuronizzazione (es. hypericum perforatum anche noto come "erba di San Giovanni", fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale e desametasone) possono aumentare il metabolismo disorafenib e in questo modo ridurne la concentrazione. Inibitori del CYP3A4. Il ketoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4, somministratouna volta al giorno per 7 giorni a volontari sani maschi non ha alterato l'AUC media di una singola dose di 50 mg di sorafenib. Questi datisuggeriscono che le interazioni clinico-farmacocinetiche del sorafenibcon gli inibitori del CYP3A4 sono improbabili. Substrati del CYP2B6,del CYP2C8 e del CYP2C9. In vitro sorafenib inibisce il CYP2B6, il CYP2C8 ed il CYP2C9 con potenza pressoche' uguale. Tuttavia, negli studidi farmacocinetica clinica, la somministrazione concomitante di sorafenib 400 mg due volte al giorno con ciclofosfamide, un substrato del CYP2B6, o paclitaxel, un substrato del CYP2C8, non ha portato ad un'inibizione clinicamente significativa. Questi dati suggeriscono che sorafenib, alla dose raccomandata di 400 mg due volte al giorno, puo' non essere un inibitore in vivo del CYP2B6 o del CYP2C8. Inoltre, il trattamento concomitante con sorafenib e warfarin, un substrato del CYP2C9, non ha portato a cambiamenti nel PT-INR medio rispetto al placebo. Percio', anche il rischio di un'inibizione in vivo clinicamente rilevantedel CYP2C9 da parte di sorafenib puo' essere considerato basso. Comunque, i pazienti che assumono warfarin o fenprocumone devono tenere regolarmente sotto controllo l'INR. Substrati di CYP3A4, CYP2D6 and CYP2C19. La somministrazione concomitante di sorafenib e midazolam, destrometorfano o omeprazolo, che sono substrati rispettivamente per i citocromi CYP3A4, CYP2D6 e CYP2C19, non ha alterato l'esposizione a questi agenti. Questo indica che sorafenib non e' ne' un inibitore ne' un induttore di questi isoenzimi del citocromo P450. Pertanto le interazioni clinico-farmacocinetiche del sorafenib con substrati di questi enzimi sono improbabili. Substrati di UGT1A1 e UGT1A9. In vitro, sorafenib inibiva la glucuronizzazione mediante UGT1A1 e UGT1A9. La rilevanza clinica di questo dato non e' nota. Studi in vitro sull'induzione degli enzimi del sistema CYP. Le attivita' del CYP1A2 e del CYP3A4 non risultavano alterate dopo esposizione di colture di epatociti umani a sorafenib, indicando cosi' che e' improbabile che sorafenib sia un induttore del CYP1A2 e del CYP3A4. Substrati per P-gp. In vitro, sorafenib ha mostrato di inibire la proteina di trasporto p-glicoproteina (P-gp). In caso di trattamento concomitante con sorafenib non si puo' escludere unaumento della concentrazione plasmatica di substrati per P-gp, come la digossina. Associazione con altri agenti antineoplastici. In studi clinici, sorafenib e' stato somministrato con una serie di altri agentiantineoplastici alla loro posologia comunemente usata, fra cui gemcitabina, cisplatino, oxaliplatino, paclitaxel, carboplatino, capecitabina,doxorubicina, irinotecan, docetaxel e ciclofosfamide. Sorafenib nonha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di gemcitabina, cisplatino, carboplatino, oxaliplatino o ciclofosfamide. Paclitaxel/carboplatino. La somministrazione di paclitaxel (225 mg/m^2) e carboplatino (AUC = 6) con sorafenib (<= 400 mg due volte al giorno), con l'interruzione di 3 giorni nella somministrazione di sorafenib (i due giorni precedenti ed il giorno della somministrazione di paclitaxel/carboplatino), non ha avuto effetti significativi sulla farmacocinetica di paclitaxel. La somministrazione concomitante di paclitaxel (225mg/m^2, una somministrazione ogni 3 settimane) e carboplatino (AUC=6)con sorafenib (400 mg due volte al giorno, senza interruzione della somministrazione di sorafenib) ha portato ad un aumento del 47% nell'esposizione a sorafenib, un aumento del 29% nell'esposizione al paclitaxel e ad un aumento del 50% nell'esposizione al 6-OH paclitaxel. La farmacocinetica del carboplatino non e' stata influenzata. Questi dati indicano che non e' necessario alcun adeguamento della posologia quando paclitaxel e carboplatino sono somministrati in concomitanza con sorafenib con l'interruzione di 3 giorni nella somministrazione di sorafenib(i due giorni precedenti ed il giorno della somministrazione di paclitaxel/carboplatino). Non e' nota la rilevanza clinica dell'aumento dell'esposizione a sorafenib e paclitaxel subito dopo la somministrazioneconcomitante di sorafenib senza interruzione della somministrazione.Capecitabina. La somministrazione concomitante di capecitabina (750-1050 mg/m^2 due volte al giorno, giorni 1-14 ogni 21 giorni) e sorafenib(200 o 400 mg due volte al giorno senza interruzione della somministrazione) non ha portato a cambiamenti significativi nell'esposizione asorafenib, ma ad un aumento del 15-50% nell'esposizione a capecitabinae ad un aumento del 0-52% nell'esposizione a 5-FU. Non e' nota la rilevanza clinica di questi piccoli, modesti incrementi nell'esposizionea capecitabina e 5-FU quando somministrati in concomitanza con sorafenib. Doxorubicina/Irinotecan. Il trattamento concomitante con sorafenibha indotto un aumento del 21% nell'AUC della doxorubicina. Quando somministrato con irinotecan, il cui metabolita SN-38 viene successivamente metabolizzato attraverso la via metabolica della UGT1A1, si e' verificato un aumento del 67 - 120% nell'AUC del SN-38 e del 26 - 42% nell'AUC dell'irinotecan. La rilevanza clinica di questi dati e' sconosciuta. Docetaxel. Docetaxel (una dose di 75 o 100 mg/m^2 ogni 21 giorni)somministrato in concomitanza con sorafenib (200 mg o 400 mg due volteal giorno dal giorno 2 al giorno 19 di un ciclo di terapia di 21 giorni, con un'interruzione di 3 giorni in corrispondenza con la somministrazione di docetaxel) ha indotto un aumento nella AUC e nella C max didocetaxel rispettivamente del 36 - 80% e del 16 - 32%. Si raccomandacautela in caso di somministrazione concomitante di sorafenib e docetaxel. Associazione con altri agenti. Neomicina. L'associazione con neomicina, un agente antimicrobico non sistemico usato per eradicare la flora gastrointestinale, interferisce con il ricircolo enteroepatico disorafenib, comportando una diminuita esposizione a sorafenib. In volontari sani trattati con neomicina per 5 giorni, l'esposizione media a sorafenib diminuiva del 54%. Non sono stati studiati gli effetti di altri antibiotici, ma molto probabilmente dipenderanno dalla loro capacita' di interferire con microrganismi con attivita' glucuronidasica.
POSOLOGIA
Il trattamento con il farmaco deve avvenire sotto la supervisione di un medico con esperienza nell'uso di terapie antitumorali. Posologia. La dose raccomandata del medicinale negli adulti e' di 400 mg di sorafenib (due compresse da 200 mg) due volte al giorno (equivalente a una dose totale giornaliera di 800 mg). Il trattamento deve continuare finoa quando si osserva un beneficio clinico, o finche' non compaiono tossicita' inaccettabili. Adeguamento della posologia. La gestione di sospette reazioni avverse al farmaco puo' richiedere l'interruzione temporanea o la riduzione del dosaggio nella terapia con sorafenib. Quandosi rende necessaria una riduzione della dose durante il trattamento del carcinoma epatocellulare ( hepatocellular carcinoma , HCC) e del carcinoma a cellule renali ( renal cell carcinoma , RCC) avanzato, la dose del medicinale deve essere ridotta a due compresse da 200 mg di sorafenib una volta al giorno. Quando si rende necessaria una riduzione della dose durante il trattamento del carcinoma differenziato della tiroide ( differentiated thyroid carcinoma , DTC), la dose del farmaco deve essere ridotta a 600 mg di sorafenib al giorno in dosi suddivise (due compresse da 200 mg e una compressa da 200 mg a distanza di dodici ore). Se e' necessaria un'ulteriore riduzione della dose, il medicinalepuo' essere ridotto a 400 mg di sorafenib al giorno in dosi suddivise(due compresse da 200 mg a distanza di dodici ore) e, se necessario,ulteriormente ridotto ad una compressa da 200 mg una volta al giorno.Dopo il miglioramento delle reazioni avverse non ematologiche, la dosedel medicinale puo' essere aumentata. Popolazione pediatrica. La sicurezza e l'efficacia del farmaco nei bambini e adolescenti di eta' < 18anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Popolazione anziana. Per la popolazione anziana (pazienti con piu' di 65 anni di eta') non e' necessario alcun adeguamento della posologia. Compromissione renale. Non e' necessario alcun adeguamento della posologia per pazienti con compromissione della funzionalita' renale lieve,moderata o severa. Non sono disponibili dati relativi a pazienti in dialisi. E' consigliabile il monitoraggio dell'equilibrio idro-elettrolitico in pazienti a rischio di insufficienza renale. Compromissione epatica. Non e' necessario alcun adeguamento della posologia per pazienticon compromissione della funzionalita' epatica Child Pugh A o B (da lieve a moderata). Non sono disponibili dati su pazienti con compromissione della funzionalita' epatica Child Pugh C grave. Modo di somministrazione. Per uso orale. Sorafenib deve essere somministrato lontano dai pasti o con un pasto a contenuto lipidico basso o moderato. Se il paziente intende fare un pasto con alto contenuto lipidico, le compressedi sorafenib vanno prese almeno un'ora prima o due ore dopo il pasto.Le compresse devono essere deglutite con un bicchiere d'acqua.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa rivestita con film contiene 200 mg di sorafenib (come tosilato).
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